Se leggessimo la Bibbia? Esce laGuardia #10

In questo numero

  • Risposte ai lettori – marco granara
  • Editoriale. Natale. Giù le mani dal presepe – marco granara
  • L’altro me, nella parte “sbagliata” di mondo – gianfranco parodi
  • La parte “giusta” da cui vedere il mondo. Intervista a Mauro Armanino – mirco mazzoli
  • Il vocabolario di papa Francesco. Discepoli e missionari – anna maria carosio
  • Semi di sapienza. Il progresso – maria pia bozzo
  • Uno studente genio zittisce il professore – nucci scipilliti
  • La nuova Domenica della Parola – papa Francesco
  • Grandi donne nella chiesa. Maria Gaetana Agnesi – carlo borasi
  • Ho peccato contro il cielo, (la terra) e contro di te – carlo borasi
  • Suor dorothy stang, martire dell’ecologia integrale – redazione
  • Arte sacra. L’Annunciazione di Santa Maria di Castello – gianfranco parodi
  • Luigi Orione, facchino di Dio – anna gatti, nucci scipilliti
  • Cronache dal Santuario

Abstract

Natale è la festa di uno che nasce “fuori posto”, fuori casa, fuori città, fuori dai circuiti accreditati. Siccome crediamo che quel bambino è il Figlio di Dio, dobbiamo accogliere questa scomoda verità: in Gesù, il Padre si mette fuori perché tutti i “forestieri” della storia – poveri, orfani, vedove, stranieri, scartati, rifiutati, malati, carcerati, peccatori… – stiano “dentro” al suo Spirito, che è l’Amore. E noi, che forse ci siamo sempre creduti a posto?

Su questo punto l’editoriale a pag. 7 è di grande aiuto per non ridurre il Tempo del Natale ad un dolce passatempo. Tra gli scartati della storia, oggi quelli più “fastidiosi” agli occhi di molti – anche cristiani – sono gli stranieri migranti. Ne parliamo nel primo servizio. Vero: ne abbiamo già parlato spesso in questa rivista. Il fatto è che non sono mai cessati i naufragi e le detenzioni disumane. Fino a quando non prenderemo a cuore – governi, istituzioni internazionali, popolazioni – la diseguaglianza tra i popoli, non avrà fine questa sofferenza. Un sentimento diffuso e impastato di nazionalismo vede nel migrante un pericolo, un invasore, un colpevole. In realtà, è solo questione di essere nati nella parte sbagliata del mondo… o forse in quella davvero giusta, secondo la prospettiva del Vangelo.

È difficile da credere, ma tra i soggetti scartati oggi c’è anche la nostra stessa Terra. Chi sarebbe disposto ad ammettere che la stiamo distruggendo? Chi, io? No… come potrei? Eppure, tutti insieme, ciascuno nel suo piccolo o nel suo molto, stiamo portando il nostro clima e il nostro ambiente a cambiamenti severi, forse definitivi. Il recente Sinodo dell’Amazzonia lo ha detto chiaramente, almeno ai credenti: c’è un “nuovo” peccato, è il peccato ecologico ed è grave (ma possiamo convertirci…).
Ne parliamo nel secondo servizio.

La copertina e le pagine centrali sono dedicate alla Domenica della Parola, che la Chiesa celebrerà per la prima volta nel nuovo anno, il 2020. Perché non si dovrebbe smettere di leggere (e pregare) la Bibbia dopo aver “preso” la Cresima.


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