Figli e profeti. Esce laGuardia numero 4/2018

In questo numero

  • Lettere al rettore – marco granara
  • Che bello un papa che… Editoriale – marco granara
  • Lavoro e occupazione – angelo bagnasco
  • Serve un patto tra generazioni – lorenzo caselli
  • Custodire il creato, consegnarlo al futuro – carlo borasi

 

  • Coscienza e reputazione – nucci scipilliti, laura siccardi
  • Non è una chiesa per giovani (almeno fino ad ottobre) – giacomo d’alessandro
  • Paolo VI e Oscar Romero presto santi
  • Sulle tracce dei profeti del nostro tempo
  • Don Tonino. Ascoltino gli umili e si rallegrino – alfio merlo
  • Casacce. Genova e le confraternite – anna gatti, nucci scipilliti
  • Terremoti: ricostruire dal di dentro
  • Guardia e Accoglienza onlus
  • 34 preti di Bari con il loro Vescovo alla Guardia
  • Momenti di vita

Abstract

“Rallegratevi ed esultate” non sono semplici inviti, sono (come forme verbali) due imperativi. Comandi. Mica poco. Sono i verbi che sintetizzano le Beatitudini nel Vangelo di Matteo (5,12) e quelle che aprono l’ultima esortazione apostolica di Papa Francesco sulla santità nel mondo contemporaneo, che infatti pone al centro proprio le Beatitudini. Il dovere del cristiano, dunque, è farsi conquistare dalla gioia, quella beatitudine che
nessuno può distruggere perché nasce dal dono di Dio e, se è tale, resiste alle sofferenze; anzi, al contrario, muta “il lutto in gioia”. Come si leggerà – anche nell’editoriale di queste pagine – il Papa ribadisce che si tratta di una santità per tutti.

È un tema che in qualche modo sfiora i servizi di questo numero. Il primo servizio e le pagine centrali sono dedicate ai giovani: ci chiediamo che mondo stiamo preparando per loro, di quali relazioni li arricchiamo, quale ambiente naturale stiamo preservando per il loro futuro. Questi e molti
altri interrogativi sono sorti nel Pre-Sinodo dei Giovani svoltosi recentemente a Roma, di cui parliamo nelle pagine centrali e che prepara la strada al Sinodo di Ottobre: un appuntamento cruciale che ci dirà cosa significa mettersi in ascolto dei giovani e come comprendere con loro la
via della santità nella vita di oggi.

Il secondo servizio suggerisce un itinerario di santità, quella sorta di “pellegrinaggio italiano” del Papa compiuto in questi mesi sui luoghi dove vissero e operarono religiosi e laici della chiesa italiana del Novecento non sempre compresi in vita e oggi ripensati come profeti. Si penserà che la chiesa è spesso indietro. Certo: è peccatrice. Ma, parimenti, è sempre spinta avanti, oltre sé stessa, perché sappiamo che è anche santa. Per grazia.

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