Da san Bernardino da Siena ai giovani economisti

di Carlo Borasi

Nello scorso numero, abbiamo dedicato un servizio all’incontro “Economy of Francesco”, promosso da Papa Francesco per fine Marzo 2020. A causa del diffondersi del Coronavirus, l’evento è stato rimandato al 19/21 Novembre 2020. Pubblichiamo comunque l’approfondimento con cui, nel numero presente, avremmo voluto accompagnare il resoconto di quell’incontro.

Papa Francesco nella Evangelii gaudium e poi nella Laudato si’ ha denunciato con molta chiarezza il pericolo di una economia messa sempre più al servizio della finanza, di una economia che non si mostra attenta ai problemi dell’ambiente, dell’uomo, della società, della giustizia. Il pensiero francescano, al suo sorgere, ha favorito la nascita del metodo scientifico e la diffusione di nuovi concetti in campo economico adeguati alle mutate esigenze del mondo tardo medioevale. Figura di spicco di tale movimento è quella di san Bernardino da Siena (1380-1444), del quale sono note la vasta cultura ed il ruolo di grande predicatore.

La cultura prevedeva la conoscenza dei Padri della Chiesa e dei grandi teologi medioevali (fra cui san Tommaso d’Aquino e san Bonaventura da Bagnoregio), oltre alla conoscenza di alcuni scrittori francescani (in particolare Pietro di Giovanni Olivi e Ubertino da Casale) dai quali era possibile ricavare il meglio del pensiero, della spiritualità e della teologia francescana. Come predicatore Bernardino può essere collocato accanto ai grandi teologi del XIV secolo che furono alla base del rinnovamento spirituale di quell’epoca, quali ad esempio san Vincenzo Ferrer; si differenzia però da loro in quanto lascia da parte i grandi temi teologici e presta attenzione ai temi ed ai problemi dell’anima popolare per illuminarli alla luce della tradizione evangelica rappresentata dal francescanesimo.

L’aspetto più importante delle idee di san Bernardino si trova in effetti nel campo economico-sociale ove, fedele alla tradizione morale incarnata dal cristianesimo, consapevole dei rischi e delle prospettive aperte dai tempi nuovi, cerca di indicare le strategie e le scelte possibili per vivere le concrete realtà emergenti in modo consono alle più alte concezioni morali e spirituali. La ricerca di nuovi percorsi e di nuovi atteggiamenti di fronte ai tempi nuovi ed alle mutate condizioni di vita è sempre un’operazione complessa e delicata, ma deve essere affrontata nello spirito di servizio che il cristiano deve assumere nei riguardi dei fratelli e della comunità.

L’idea di pensare regole nuove di tipo etico per le attività in campo economico, mercantile, produttivo, industriale, urbanistico e sociale si mostra oggi quanto mai necessaria di fronte alle crisi di tipo ambientale, umano e sociale dei nostri giorni. Le teorie economiche, in modo particolare negli ultimi due secoli, si sono sempre più dissociate dal problema ambientale e da quello sociale; hanno dato luogo a sistemi chiusi e autoreferenziali, concentrati sul mercato e la ricerca dei suoi punti di equilibrio, le oscillazioni delle borse, le rendite finanziarie, i tassi di interesse, l’import-export e tanto altro, finendo per ridurre le questioni ambientali e sociali a “esternalità”, a meri disturbi da compensare con semplici accorgimenti tecnici, trascurando cioè l’impatto terribile che crisi ambientali e sociali possono avere per il futuro dell’umanità. L’incontro ad Assisi dei giovani economisti promosso da Papa Francesco può essere il detonatore di un processo che deve portare ad un rinnovamento sia sul piano teorico che su quello pratico nel senso di riconciliare economia ed ecologia, sviluppo umano ed ecologia integrale, scienza e umanesimo.

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