Umile e santo. Agostino Roscelli

di Anna Gatti

Lo preoccupava il problema dei tanti giovani che arrivavano in città in cerca di fortuna ma che fatalmente, analfabeti e senza un mestiere, cadevano nello sfruttamento, nella miseria o peggio nella criminalità o nel vizio.

Bisognava agire e don Agostino cominciò a collaborare per i ragazzi di strada nell’Opera degli Artigianelli di Don Francesco Montebruno – lui pure un innamorato della Guardia. Per le ragazze non esisteva una struttura analoga e invece il bisogno sarebbe stato urgente: riuscì a trovare una casa dove accogliere quelle più in difficoltà e con la collaborazione di alcune catechiste si cominciò a insegnar loro sia un mestiere che a leggere e scrivere dando loro una formazione morale. Era il primo germe di quella che diventerà la Congregazione religiosa delle Figlie dell’Immacolata.


L’articolo è disponibile sul numero 10/2018: abbonati o richiedi una copia saggio.

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