Torneremo “come prima”? Esce laGuardia #3/2020

In questo numero

  • Risposte ai lettori – marco granara
  • Editoriale. Torneremo come prima? – marco granara
  • Amazzonia. Amata, da amare. Come il vangelo – giacomo d’alessandro
  • Da San Bernardino ai giovani economisti – carlo borasi
  • Un ecumenismo concreto. Intervista a frére John di Taizé – giacomo d’alessandro
  • Un pellegrinaggio di fiducia sulla terra – anna gatti
  • Poveri e promozione umana. Dialogo tra Stefano Kovac e Marco Granara
  • Santo Sepolcro, luogo di passione e (accese) passioni – gianfranco parodi
  • Semi di sapienza – maria pia bozzo
  • Adam, terra e soffio di Dio – anna gatti, nucci scipilliti
  • Il vocabolario di Papa Francesco. Il sale della terra – anna maria carosio
  • John Henry Newman – carlo borasi
  • Coronavirus. Lettera alla città – angelo bagnasco
  • Cronache dalla Guardia

Coronavirus. Cosa ci sta togliendo.

  • La salute, troppe vite.
  • La libertà di movimento, la spontaneità delle relazioni, la vicinanza fisica con i propri cari e gli amici.
  • Gli abbracci, i baci.
  • La possibilità di decidere autonomamente quando e cosa fare.
  • Il lavoro.
  • Lo studio condiviso.
  • I luoghi di socialità, di svago, di cultura.
  • La celebrazione comunitaria dell’Eucaristia.
  • (…e sono solo le realtà più evidenti)

Cosa ci sta restituendo.

  • L’abnegazione – fino al sacrificio, e in non pochi casi, fino al dono della vita – di medici e infermieri: una testimonianza luminosa ed ‘essenziale’.
  • L’esistenza ‘certificata’ di una dedizione al prossimo nella nostra società, trasversale a tutte le fasce di età, che può trasformare la “massa” in “popolo”.
  • Una diversa concezione del “lavoro”: non solo strumento per portare a casa il pane ma servizio alla comunità. Il medico, il trasportatore, l’addetto al supermercato, il panettiere, il vigile urbano, l’operaio, l’impiegato delle poste, ogni mestiere e professione… Siamo servizio indispensabile gli uni agli altri.
  • L’idea – ardita di questi tempi – che non ci sono più “Italie” ma un solo Paese. E che maggioranza e opposizione non esistono per contraddirsi ma per dialogare criticamente per il bene comune.
  • L’idea – ancora più ardita – che non esistono più “Terre”. Il dilagare di un virus che non fa distinzioni ci insegna che non ci sono barriere. Ci si salva tutti insieme e le diseguaglianze tra i popoli sono miopie sempre più gravi.
  • Le ragioni della fede. Per i ‘vicini’ la mancanza dell’Eucaristia comunitaria è un digiuno dalla ‘religione-abitudine’ e chiama ad autenticità; per tutti, lo smarrimento e la fatica rendono più viva e bruciante la ricerca dell’essenziale.

La Madonna della Guardia vegli su quanti hanno molto sofferto e ci aiuti ad aprire gli occhi sulla “speranza certa”. Di tutti, per tutti.


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