Smontare e ricostruire – Editoriale

di Marco Granara

“Ma non vi avevo detto che, SE CREDETE, vedrete la gloria di Dio?” (Gv 11,40). C’è tutto un paese che piange la morte di Lazzaro: piangono le sorelle, gli amici. Ora si commuove e piange anche Gesù, amico di famiglia da sempre. Anzi lui “scoppia a piangere” . Tanto che tutti dicono: “Vedi come lo amava!”. E tuttavia, lo rimproverano pure, Gesù, che “ora si commuove e piange” dopo averlo lasciato morire. “E sì che te lo avevamo detto che stava male.” “Se ci fossi stato tu, non sarebbe morto.” “Dove lo avete messo?” “Ma Signore, ormai è troppo tardi: è morto da quattro giorni. Puzza già.” È qui che viene fuori quella frase: “Ma non vi avevo detto che, se credete, vedrete la gloria di Dio?”. Quante lacrime anche oggi intorno a una realtà cadaverica… Forse anche attorno a comunità cristiane cadaveriche?

Ma quante volte, Signore, ti abbiamo detto che stiamo male? Che i nostri figli abbandonano la fede? Che abbiamo bisogno di più preti e più santi? Per questo abbiamo fatto Concili, Sinodi, Convegni, Congressi, studi di ogni genere. Ora che siamo morti arrivi? Sì, abbiamo letto sui Vangeli che tu, di fronte a un popolo stanco e sfinito come pecore senza pastore, provavi “com-passione” e non rifiuto. Ma… poi? Poi ti sei mosso, non più solo a compassione, ma alla ricerca dei nostri cadaveri, spesso puzzolenti, e hai rincuorato tutti, credendoci tu per primo che il Padre, come sempre, ti avrebbe ascoltato. Glielo hai detto pubblicamente, prima che Lazzaro risorgesse (Gio. 11,43): “Io sapevo che mi davi ascolto. Ma l’ho detto per chi mi sta intorno, perché credano che tu mi hai mandato…” a rimettere in piedi anche i cadaveri, a ricostruire case, comunità e chiese in rovina.

Ti sei mosso, ti sei messo in cammino per smontare modi di vivere e di credere fasulli: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me” (Mt. 15,8). “Fate quanto vi dicono le vostre guide spirituali, ma non fate quello che fanno, perché questi dicono e non fanno” (Mt. 23,3). Che picconate davi, Gesù!  Ma non capivi che, così facendo, stavi scavando per te una fossa? Ti stavi preparando un patibolo in croce in mezzo a due malfattori? Era vero ai tuoi tempi – e lo è ancora oggi – che non bisogna credere di poter cambiare: se vuoi quietare e non disturbare più di tanto, bisogna lasciar andare le cose come son sempre andate e rassegnarsi. Altro che “smontare la falsa religione dei padri” per salvare e rilanciare la Fede vera in tuo Padre vero. Padre tuo e Padre nostro.

Non vi ho detto che se credete vedrete resuscitare i morti? Non era per questo che quella “brava gente”, super credente e maestra della legge, oltre che Gesù, avrebbe voluto uccidere anche Lazzaro? Ti sei voluto e meritato la croce, Gesù! Eppure… uno così come te, non poteva morire per sempre! Per questo, ancora oggi ci conviene crederti e seguirti. Con te, come te e per te, lavorare per smontare sistemi fasulli e per ricostruire sul solido una Fede più “TUA” e meno nostra.


uscito sul numero 4/2019

Condividi: