Messa scaduta. Esce laGuardia n.3/2019

In questo numero

  • Risposte ai lettori – marco granara
  • Sacramento: solo un bel sito? – marco granara
  • Migranti. Informarsi è meglio – mirco mazzoli
  • Quando i migranti eravamo noi – carlo borasi
  • Padre Giovanni Semeria – anna gatti, nucci scipilliti
  • “Ritornate a me con tutto il cuore” – angelo bagnasco
  • Uffa, la messa – gianfranco parodi
  • Dalla cena alla messa – maria pia bozzo
  • Il vocabolario di Papa Francesco – annamaria carosio
  • Semi di sapienza – maria pia bozzo
  • Giotto, il presepe di Greccio – gianfranco parodi
  • Ildegarda di Binden – carlo borasi


Abstract

Ma devo andare a Messa proprio tutte le Domeniche? A parte che la Messa è anche feriale, la domanda di solito nasce quando la Messa diventa un rito e la partecipazione un’abitudine. Invece di essere la condivisione della comunità attorno alla mensa del Signore, tappa settimanale di un cammino di popolo che fa venir fame di Eucarestia, la Messa scade in una formalità da espletare, in una scolorita tradizione. Per un’ora tra sabato e Domenica, apro e chiudo la finestra della religione – sempre più distante dalla vita – mentre tutto il resto della settimana va per conto suo. Eppure la storia della Messa dimostra come essa sia un’esperienza viva nel tempo, dalle cene dei primi cristiani alle liturgie di oggi, un percorso non sempre lineare – come tutto ciò che l’uomo fa – e che tuttavia custodisce, come un granellino sempre pronto a germinare, una accorata preghiera: “Fate questo in memoria di me”. Ne parliamo nel secondo servizio.

Il primo servizio è dedicato al tema delle persone straniere, residenti o migranti in Italia. La Diocesi di Genova ha diffuso un breve documento con dati e numeri perché i fedeli possano avere un’opinione fondata sui fatti. Ve ne proponiamo un estratto. Il tema dell’accoglienza divide l’opinione pubblica e, al suo interno, divide anche i cattolici. Eppure, se per questi ultimi il Vangelo dovrebbe essere guida unificante, per l’opinione pubblica dovrebbe valere il confronto con un passato ancora recente, quando tra XIX e XX Secolo emigrarono oltre 28 milioni di italiani. Leggere per ricordare.

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